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di Elena Raugei
Ciò che colpisce subito di “Manuale d’uso per giovani inesperti” è la particolare confezione digipack, che si apre con tanto di corposo libretto con testi ripartiti tra prefazione, capitoli, epilogo, glossario e indice. Una scelta che suggerisce grande attenzione per l’uso della parola, approcciata con ottica sia cantautorale sia ironica. Al primo album a seguire l'EP “SettevolteZeta” del 2007, i SansPapier vogliono perseguire due obiettivi: fare pop-rock e farlo giocando, allontanandosi da ogni possibile punto di riferimento. Mica facile, eh. L’aiuto in studio di Ottavio Leo ha spinto verso una strumentazione che ingloba persino vocoder e percussioni giocattolo, ma le frecce al proprio arco sono attitudine stravagante, energia comunicativa, efficace utilizzo della voce femminile e maschile. Valeria, Già, Antonio, Andrea e Vincenzo teorizzano che “I Giovani Inesperti non sono ancora spaventati” bensì “casti e puri nella loro natura”, mentre i “Giovani Esperti e gli adulti teorizzano paure” concludendo che “Il disagio non è giovanile, è adulto!”. Tutto apprezzabile, così come la freschezza con cui si succedono le nove tracce in scaletta, sebbene non sempre le ciambelle riescano con il buco e a volte l’interesse provenga più dalle gustosissime citazioni che non dai risultati compositivi. L’imperfezione, del resto, fa parte di una ricetta con retrogusto fra Üstmamò, Mariposa, Piet Mondrian e S.U.S.. Una maggiore esperienza potrebbe rivelarsi a sorpresa il valore aggiunto delle prossime mosse.
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di Letizia Bognanni
Ogni tanto qualcuno prova a dare un senso alle parole "non mi piacciono gli mp3, preferisco toccare e guardare". In effetti, questo "manuale" è un gran bell'oggettino: veste grafica curatissima e un booklet tutto da sfogliare e da leggere, con citazioni colte, prefazione e un anticonvenzionale glossario. Insomma, trovandosi il cd in mano è facile che scatti per i messinesi un'amicizia a prima vista. E alla seconda? Anche. Perché il rock mediterraneo dei SansPapier è molto derivativo, ma anche intelligente e ben fatto. I testi, soprattutto, estremamente critici senza scadere nel demagogico, anzi animati da un'ironia sottile, spaziano da Primo Levi a Moccia a David Foster Wallace fotografando l'oggi da prospettive inusuali. Come nell'invettiva contro la società della superficie mascherata da filastrocca grunge "Pelle di pollo", uno dei momenti migliori, o nella sfilza di luoghi comuni dissacrati in "La canzone dell'amore". L'intreccio delle voci maschile e femminile funziona bene, e anche qui si cerca di evitare – per quanto possibile - il già sentito, per esempio utilizzando la voce molto "classica" di Valeria non per smussare le asperità ma proprio negli episodi più tosti, come l'iniziale "Appunti di un potenziale omicida", teatrale e rabbiosa. Un disco non perfetto ma con abbastanza carattere da farlo classificare quantomeno nella sezione "da tenere d'occhio".
LINK -> - su Blow Up #153 [Febbraio 2011]

...Analogamente, in una Messina questo mese potitivamente "saccheggiata" dalle presenti righe della ImagoSound, impresa multiversa nel management, la produzione discografica e l'organizzazione di eventi, che avanza tra gli altri i SansPapier "Manuale d'uso per giovani inesperti" si impernia sui testi lucidi, flussi densi di parole e raccontare storie con incisi a volte geniali, e suoni a lambire il glam e la disco p-funk senza essere arty nelle intenzioni, col preventivo di una rivoluzione nell'ordinario genere praticato per non lasciare irrisolto l'alibi dello stancare... - RECENSIONE su SALTINARIA.it
Voto: 7.5/10
Si fa subito notare la cura con la quale sono stati ordinati gli arrangiamenti dei brani, e la ricerca di un suono mai banale che tiene alta l'attenzione dell' ascoltatore: la prima traccia "Appunti di un potenziale omicida" usa delle chitarre molto differenti tra loro, creando un suono altalenante che ben si sposa con la voce, facendoci tornare alla mente i Matia Bazar con Antonella Ruggiero alla voce; "La canzone d'amore" e "Il sipario magico del Se" sfruttano al meglio parti strumentali "processate da effetti", muovendo e spostando il "tiro" dell' album, rendendolo molto vario.
Nonostante questo, e al fronte di un lavoro in studio impeccabile, a volte a mio parere, risentono troppo delle influenze di altre sonorita', dando a volte l'impressione di non avere un suono proprio caratterizzante, ed e' forse questa l'unica pecca del loro lavoro.
Va detto comunque che i brani si muovono tra vari stili musicali, ed in ognuno sono brillanti e in piena sintonia con lo stile affrontano.
Nel complesso un buon lavoro, che aprira' la strada ad un futuro florido per questa realta' italiana.
LINK -> - RECENSIONE su IYEZINE.com
A cura di: Francesco Cipriano
Inutile ribadire ovvietà ataviche o dilemmi insolvibili come quello se sia nato prima l’uovo o la gallina. Inutile davvero, non foss’anche per quella sensazione bizzarra di non conoscere in effetti mai qualcuno fino in fondo. O come quelle volte in cui ti rendi conto che la trascurabile compagna di merende, si proprio quella a cui hai spesso scroccato le ricerche di scienze o le traduzioni dello spinoso Virgilio, non era poi così trascurabile se orpellata come opportunamente si aggrada ad una notevole avvenenza.
Certo non ci fermeremo mica a quel nevo sconveniente laddove un paio di marmoree gambe carpirà la nostra attenzione e non sarà marginale il nostro appunto nel vedere quei fianchi troppo spesso celati dietro imparziali fuseaux. Insomma non cedo a sterili entusiasmi, non credo di averne bisogno, ma trovo assolutamente confortevole questo Manuale d’uso per giovani inesperti dei siciliani Sans Papier modellato com’è su stratificazioni punk di un certo cantautorato illustre con inserti canterecci pop ed un indubbio gusto per i rituali totemici che la successione di taluni accordi ancora evoca. Le origini c’entrano e non poco, vedasi all’uopo la lezione del maestro Battiato (In Volo), ma con lo sturm und drang dell’ormai lanciatissimo alternative rock italiano. Quadrato, energico, distinguibile. Tutte le caratteristiche della “roba bbona” nostrana concentrate in liriche efficaci e derivazioni azzeccate.
Un cantato (di lei) che enfaticamente amplifica i monocorde (di lui) in un panegirico voltaico che potrebbe ascriversi sul fronte dell’intensità delle liriche e sulla costruzione delle ritmiche a band paradigmatiche come il Teatro degli Orrori (Il sipario magico del se, Vodka con ghiaccio, Pelle di Pollo) o ancora ai Ministri (Precariamente Alice, Appunti di un potenziale omicida), ora caustici e riflessivi ancora giocosi e freakettoni, ma mai deficitari di alcunchè, anzi tutt’altro.
Gli arrangiamenti sono di prim’ordine ed il lavoro dietro il banco della Ludnica Rec. di Ottavio Leo (qui alle prese anche con synth e suonini) ha lo stesso effetto delle orchestrazioni magniloquenti spesso associate a ben altro mainstream. Licenziato copyleft dalla Imago Sound, che centra nuovamente l’obiettivo delle cose ben fatte, questo disco è un pugno in faccia. Suoni vintage, melodie convincenti ed un procace decolté tutto da vedere….toccare, baciare, adulare! Solo dopo aver letto e compreso il manuale, ovviamente.
In playlist, decisamente.
LINK -> - RECENSIONE su SHIVERWEBZINE.com
Una vera parodia sull'amore, su quello sdolcinato delle canzonette preconfezionate (''La canzone d‘amore''), una visione dissacrante verso la nostra società allo sfascio con le difficoltà che si porta dietro (''Il sipario magico del Sè''), testi surreali dove ''oggi non ammazzo nessuno'' e ''se taglio i capelli li rinforzo''. Ecco come, con poche parole, si può descrivere il lavoro dei Sanspapier.
Manuale d’uso per giovani esperti raggiunge picchi di genialità unendo alla parodia testi maturi, scritti da ragazzi che desiderano palesemente cambiare le cose attraverso la musica.
L’album è rock, molto rock con la giusta carica di grinta che ti invita e invoglia a proseguire nella scoperta di un mondo dove le chitarre elettriche diventano sottofondo per le voci che comunque da sole potrebbero bastare. Quelle di Valeria e Giampiero sono graffianti, un po’ sporche e la loro imperfezione, basta ascoltare ''In Volo'', le rende terribilmente interessanti.
L'alternanza del canto maschile, profondo, a quello femminile, caldo e un po’ stridulo, impedisce a chi ascolta di annoiarsi perché l'attenzione è sempre mantenuta viva.
E poi quando pensi che l'album non possa più stupirti arriva ''Pelle di Pollo'' con quel suo intro di chitarre grezze che si mischiano alla batteria che, fino ad ora, non era mai stata incisiva. Il pezzo propone, in chiave grunge, quel vecchio scioglilingua ''Apelle figlio d’Apollo fece una palla di pelle di pollo'' usato paradossalmente come valvola di sfogo per una protesta profonda ed incisiva verso il nostro mondo e la nostra società.
La band di Messina torna a tre anni di distanza dalla pubblicazione dell'Ep SetteVolteZeta e si propone di parlare ai giovani inesperti, quelli che ancora hanno voglia di imparare e di ribellarsi, attraverso atmosfere surreali e dissacranti.
La ImagoSound, casa discografica che produce gruppi emergenti molto interessanti, ci ha visto giusto anche questa volta presentando al pubblico una giovane band che ha molto da dire e che speriamo non si pieghi mai alle logiche del mercato.
(Angela Mingoni)
LINK -> - RECENSIONE su BEATBOPALULA.it
Di Gerardina D'Errico
Il disagio non è giovanile, è adulto! E i SansPapier preferiscono parlare dei giovani inesperti che non sono spaventati. Il loro primo cd, a tre anni di distanza dall’Ep di esordio SettevolteZeta è contornato di atmosfere naif e freak e in rilievo vi è l’ironia dei testi dosata con l’opportuno equilibrio tra le chitarre brillanti che diverse volte prendono la direzione verso il rock, stravolgendone i canoni classici per trasformare anche una cantilena in un capitolo pseudo-stroner (Pelle di pollo). Due le voci che si cedono il passo vicendevolmente, in un continuo gioco di scambio, quella di Valeria, punto di riferimento principale del progetto, e quella di Giampiero. L’ascolto è piacevole, il gruppo appare maturo dal punto di vista musicale e ogni brano è un episodio a sé, tanto che si fatica a riconoscere nel lavoro un’impronta omogenea. Ma uno stile, quello sì! Una particolare attenzione nell’uso delle parole, le filastrocche e i toni a tratti acidi, possono considerarsi, infatti, un segno distintivo del lavoro. A giusto completamento, un glossario sarcastico che ci aiuta a districarci fra il significato della parola “Amore”, ossia, sostantivo maschile singolare, il suo uso allargato è come il prezzemolo, si mette dappertutto e così se ne corrompe il suono e il gusto e quello dell’espressione “Je m’en foute”, ossia, un francesismo. I SansPapier nascono nel 2004 a Messina e prima di oggi, oltre al già citato Ep autoprodotto, la loro musica ha trovato spazio in diverse emittenti radiofoniche locali e in quattro compilation a distribuzione nazionale. In diverse occasioni hanno diviso il palco con importanti nomi del panorama indipendente italiano, come Zen Circus, Mariposa, Tre Allegri Ragazzi Morti.
Questo Manuale d’uso per giovani inesperti, prodotto dalla Imago Sound con la produzione artistica di Ottavio Leo (Simple Minds, Dugjive, Enfantronique, Roy Adultress Trio), è stato rilasciato con licenza Creative Commons 2.0, modalità di divulgazione che si sta facendo strada soprattutto fra gli artisti emergenti ed è candidato al prossimo Premio Ciampi (ottobre 2010)…staremo a sentire!
LINK -> - Si parla di noi su SENTIREASCOLTARE.com
Marie Antoinette, Luther Blisset, Monica P, Enrico Farnedi, Black Wojtyla, Kozminski, Il Buio, SansPapier
Re-boot #9
Sempre più schizoide è la scena, discontinua per intensità e direzioni, ma generosa. Sempre.
... ...Infine, perderebbe d'interesse e presa il rock variegato (pop, stoner, canzone d'autore, disco) dei messinesi SansPapiersenza il ripieno di liriche sfacciate e sardoniche del loro esordio Manuale d'uso per giovani inesperti (Imago Sound, 6.4). Un bignami per sopravvivere a “paure atmosferiche, ubiquitarie, fumose, anticipatorie”, come recita la prefazione nel booklet, ad anticipare le voci di Valeria e Già, eccentriche quanto basta (in Vodka con ghiaccio c'è un po' di Battiato) per emergere dal suono robusto del resto della banda. ...
LINK -> - Recensione su Extra! Music Magazine.it
Ivan Nossa
La canzone d’autore incontra il rock alternativo. Ci gioca, si diverte, se ne innamora e da li scaturiscono nove tracce dissimili tra loro ma accomunate da ironia e polemica, da voci rock e chitarre invadenti. Questa la prima impressione ascoltando il nuovo lavoro dei Sanspapier, gruppo di Messina al loro primo album che segue l’Ep del 2007 ”Settevoltezeta”.
Il disco si distingue immediatamente per l’ottimo utilizzo delle due voci, una femminile e una maschile che si alternano continuamente regalando al disco quella nota particolare e riconoscibile. Musicalmente in bilico tra new rock, punk e rock d’autore il disco si lascia dominare da chitarre distorte, suoni a volte acidi e taglienti, a volte sospesi per ricreare un sound finale ben definito ed intrigante. Il singolo, “Appunti Di Un Potenziale Omicida” è potente, con basso e batteria incalzanti a disegnare un ritmo martellante e una chitarra elettrica protagonista. Una menzione particolare merita la voce femminile di Valeria tanto particolare da risultare inconfondibile nella timbrica che ricorda a tratti Antonella Ruggiero, e scusate se è poco. Da sola riesce a sollevare le poche zone d’ombra di questo lavoro che altrimenti potrebbero risultare anonime.
Grande importanza riveste la parola, sia nei testi dissacranti e mai banali, sia nel book che accompagna il cd, un piccolo manuale che oltre ai testi riporta un piccolo manuale completo di prefazione, capitoli, epilogo e glossario. Il tutto nel tentativo serio ma non troppo di guidare l’ascoltatore durante tutto il viaggio musicale. Riporto un seppur breve ma indicativo estratto dalla prefazione “Il problema non è schiattare o conservarsi…e nemmeno come schiattare…ma come vivere!”, per quanto mi riguarda sono pienamente d’accordo!
Complimenti, ”Manuale d’Uso Per Giovani Inesperti” è un buon primo lavoro e la strada intrapresa sarà sicuramente lunga (nel senso che il gruppo ha ottime possibilità di sopravvivere a lungo in questa giungla musicale).
LINK -> - Recensione su SOUNDMAGAZINE.it
di Eleonora Piazzi
Un esperimento. Ecco come definirei questo album.
Due anni di lavoro e un bel po’ di gavetta alle spalle hanno portato Già e Valeria, seguiti da Antonio, Andrea e Vincenzo, a mettere insieme dopo il primo EP targato 2007, questo nuovo album full lenght, curato nella produzione artistica da Ottavio Leo (Simple Minds, Dugjive, Enfantronique).
Un esperimento perché mescola insieme una quantità incredibile di ingredienti, senza farne esplodere no solo, anche se devo dire che il risultato finale è comunque apprezzabile.
Partiamo con un’apertura piuttosto lenta e leggermente sottotono, che impedisce di inquadrare da subito il genere, ma c’è un crescendo man mano che si prosegue nell’ascolto.
I testi sono ironici, sempre diversi, con spunti riflessivi di ogni genere, le atmosfere risultano suggestive e ben mixate, le immagini trasmesse sono piacevoli e garbate.
Se vi aspettate un cd rock scordatevelo. Se vi aspettate invece un malinconico e tragico tentativo di canzone all’italiana, siete di nuovo fuori strada. Catalogare questo gruppo è impossibile. E proprio in questo sta la sua piacevolezza. Gli strumenti restano quasi sempre in secondo piano, delicato sfondo di parole irriverenti (Padre nostro che sei nei cieli, restaci, riporta “Vodka con ghiaccio”, la traccia numero 5), la doppia voce, maschile e femminile, creano una bella alternanza, piacevole da sentire, crea un bel ritmo e dà una vivacità inaspettata, i ritmi sono un insieme di passato, presente, tradizione e modernità.
Le sperimentazioni, oltre a essere numerose, sono ben mescolate e mai eccessive: passiamo da vocoder al toys drumming alle saturazioni acide fino ad arrivare ai cori divertiti, sempre innestati in un’atmosfera “freak” che è la chiave guida di tutto l’album.
Se dovessi associarli a un’immagine direi che sono una corsa folle in bicicletta in un pomeriggio di piena estate. Una brezza fresca e piacevole che ti accompagna in un viaggio veloce e sempre mutevole.
Da ascoltare: “Vodka con ghiaccio”, “Appunti di un potenziale omicida”, “Il sipario magico del sé”.
LINK -> - Recensione su LASCENA.it
di Johnny Cantamessa
Nove brani, nove band diverse. No, non è una compilation ma il disco d'esordio dei messinesi SansPapier, uscito il 5 giugno 2010 su etichetta Imago Sound con la produzione artistica di Ottavio Leo, già in studio con i Simple Minds. Una delle particolarità di questo lavoro è che è stato rilasciato sotto licenza Creative Commons, metodo senz'altro insolito ma sicuramente molto intelligente per una band agli esordi.
Artisticamente i SansPapier presentano, come già detto, dei brani dal sound estremamente eterogeneo: si va dallo stoner di Pelle di pollo, al punk di Pezzi di bambole di tutti i tipi fino ad arrivare a un sound che ricorda molto Franco Battiato come nel brano In Volo. I testi costituiscono invece un elemento di forte continuità tra tutti gli episodi del disco, grazie all'ironia onnipresente, sempre molto ragionati e mai lasciati al caso.
Se l’intreccio sapiente delle due voci di Valeria e Già rende speciale il sound della band messinese l'uso di vocoder e altri espedienti atipici per il rock più tradizionale dona una particolare tridimensionalità a tutto il lavoro riuscendo a rinnovarlo musicalmente anche dopo ripetuti ascolti.
Un grande applauso ai SansPapier che in questo debutto coniugano leggerezza e ironia senza mai affondare nel banale.
LINK -> - Recensione su NERDSATTACK.net
Se ne parlerà per forza in futuro dei SansPapier, band messinese all’esordio dopo un EP del 2007. Se ne parlerà per via di queste nove canzoni rock tout court, senza altre definizioni, cantate in italiano. All’assalto della band c’è la voce di Valeria, punto nevralgico del suono cementato della band, voce che a volte ricorda quella aspra dei Prozac+, a volte quella più lirica della cantante degli Ustmamò. Anche se non canta solo lei, visto che metà del disco è cantanto dal chitarrista Già. Testi ironici, cinici, grotteschi fanno da corollario al funk di ‘Appunti Di Un Potenziale Omicida’, al tiro micidiale di ‘Il Sipario Magico Di Sè’, alla scanzonata ‘(Precariamente) Alice’, ovviamente la mia preferita. Ma è bella anche ‘Pezzi Di Bombola Di Tutti I Tipi’ in cui Valeria dà il meglio delle sue doti. Band matura e convinta di sè, senza spigolosità, senza passi fasulli, senza mediocrità. In chiusura la dolcissima ‘Cancao De Ninar’, meraviglia floreale. Aggiungasi produzione ottima, confezione molto curata, e booklet divertente. [****]
Dante Natale
LINK -> - Articolo su Centonove
- Articolo su Ufficio Spettacoli
Prossimi appuntamenti



















Grande cura nella stesura dei testi, spesso ironici e provocatori; le canzoni, sia nei momenti più intimi che in quelli più ritmati, “arrivano” molto facilmente.
I SansPapier
nel gruppo e il ritorno di Valeria dall'estero che hanno dato certamente una spinta importante al progetto.
Dopo l'EP SettevolteZeta (novembre 2007) ed una intensa attività live che li vede condividere il palco con nomi importanti del panorama indipendente italiano (The Zen Circus, Mariposa, Sud Sound System, Dente, Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Pan Del Diavolo), nel giugno 2010 pubblicano il primo LP, Manuale D'Uso Per Giovani Inesperti, su etichetta Imago Sound.